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A tavola con San Domenico


Incontro provinciale di formazione per i laici domenicani

Chi vi scrive è un ragazzo che si sta avvicinando da poco alla spiritualità
domenicana e che sta facendo con l’aiuto del Signore il necessario
discernimento per fare, eventualmente, la Professione di vita evangelica
come laico dell’Ordine di San Domenico ed entrare così a far parte della
Fraternita Laica Domenicana di Perugia.

Il Consiglio provinciale dei Laici domenicani della Provincia romana, ha
organizzato una tre giorni di formazione iniziale a Roma, dal 26 al 28 nov.,
per coloro che sono nella fase del discernimento e di preparazione alla
professione. A questo incontro ho partecipato anch’io: sono arrivato a Roma
con i tipici mille dubbi e perplessità che sopraggiungono nei tempi delle scelte
importanti della vita ma, stare a tavola con San Domenico in questi giorni di
formazione iniziale, mi ha donato una più profonda convinzione e ha dissipato
ogni perplessità. Questo è avvenuto grazie alle tematiche affrontate con
molta chiarezza, che mi hanno permesso di approfondire lo spirito che anima
la Regola dei Laici Domenicani e la bellezza della vita comune delle
Fraternite. Soprattutto ciò che ha fatto la differenza è stato l’aver
sperimentato in maniera effettiva ciò che i relatori hanno voluto comunicarci,
perché non solo hanno parlato, ma hanno anche fatto vedere, attraverso la
loro stessa testimonianza e la capacità di creare comunione, ciò che la Regola
dei Laici di San Domenico vuole far vivere a tutte le Fraternite dell’Ordine.

L’incontro introduttivo è stato tenuto dal Priore Provinciale Padre Antonio
Cocolicchio, il quale ha esposto i punti più generali che sono stati sviluppati in
maniera sistematica nei giorni successivi. Prima di tutto ha ricordato che la
caratteristica dei Laici Domenicani è sicuramente l’attenzione per la propria
formazione: essa deve attuarsi certamente in maniera personale, ma anche
comunitariamente, partecipando attivamente agli incontri di formazione
iniziale come questi per avere un maggiore senso di appartenenza alla
famiglia domenicana. In secondo luogo è stato spiegato che “stare a tavola di
San Domenico” significa spezzare il pane della Parola e nutrirsi dell’Eucaristia,
che si esprime poi concretamente attraverso la comunione fraterna tra i
membri dell’Ordine e la loro missione di mettersi in ascolto dei bisogni degli
uomini e delle donne più lontani dalla fede favorendo la comunione con
Cristo, unica fonte di consolazione e vera felicità.

Questi punti fondamentali sono stati ripresi e sviluppati ulteriormente dalla
Responsabile Provinciale per la formazione, Anisoara Tatar che ha parlato
della Regola dei Laici Domenicani analizzando tre punti: la struttura, lo spirito
e la finalità della regola mentre invitava a riflettere sulla vita delle Fraternite.
Queste, infatti, animate da un forte spirito di comunione e di condivisione
fraterna, è il luogo dove ognuno partecipa e condivide con gli altri il frutto
della sua contemplazione: infatti i nostri incontri di Fraternita non possono
ridursi a momenti di conferenza, ma di condivisione e di dialogo, di preghiera
comunitaria della Liturgia delle Ore e la celebrazione dell’Eucaristia. Mancare
agli incontri di Fraternita significa precludersi la preziosa grazia della
comunione fraterna che si riceve e si fortifica nella comunità.

In questa direzione si è orientato il terzo incontro di formazione tenuto da
Padre Domenico Vendemmiati, il cui tema fondamentale era la Liturgia
Eucaristica, come dimostrazione della centralità di Gesù Cristo nella vita di
qualsiasi battezzato, ma a maggior ragione per un Laico Domenicano,
chiamato a un servizio fondamentale per tutta la Chiesa: la predicazione.
Nella comunione con il Signore si riceve la forza per essere fedeli alla Regola
e per progredire nella propria vocazione alla santità nel carisma di San
Domenico. Questo è il motivo fondamentale per cui la Regola chiede al Laico
Domenicano di partecipare, se possibile, quotidianamente alla Liturgia
Eucaristica e di ricorrere frequentemente al Sacramento della Confessione.
Padre Domenico ha voluto ricordare che, affinché la Comunione Eucaristica
sia fruttuosa, è necessario vivere in grazia e favorire la predisposizione
arrivando qualche minuto prima preparandosi con il dovuto raccoglimento.
Per concludere, riportando le parole di Santa Teresa d’Avila, ci ha ricordato
che “una sola Comunione fatta bene può cambiare la vita”.

L’ultimo incontro è stato un momento di studio e riflessione comunitaria
riguardo alla predicazione: cosa, come e a chi predica il Laico Domenicano. Il
dialogo tra di noi è stato molto partecipato e abbiamo cercato di
comprendere insieme, in base alla sensibilità e all’esperienza personale, quali
siano le sfide contemporanee più grandi per la Chiesa e come, nel nostro
piccolo, possiamo affrontarle. Abbiamo notato come i giovani e le famiglie
siano in questo momento le persone più bisognose di predicazione e
maggiormente esposte ai pericoli delle ideologie moderne. Ciò che ci è
sembrato necessario è stato il richiamo a un coinvolgimento effettivo
coraggioso delle Fraternite anche collaborando con i movimenti ecclesiali e
con le parrocchie presenti sul territorio. Soprattutto abbiamo notato
l’importanza che i laici rivestono nel far fermentare la società nelle occasioni
loro proprie di evangelizzazione. Infatti, la testimonianza di un laico è ancora
più eloquente, dal momento che ciò che è predicato è prima di tutto vissuto:
è necessario che i “lontani” vedano nel concreto che il Vangelo si può fare
carne anche nelle loro vite.

Alla luce di tutto ciò che abbiamo vissuto e ascoltato in questi giorni, ho
concluso con vivo entusiasmo il ritorno a casa. Mi è servito per conoscere
meglio l’Ordine Domenicano e la Regola dei Laici e, rendendomi conto dei
pericoli che sta affrontando la Chiesa e l’umanità tutta, mi sento stimolato a
prendere consapevolezza della mia vocazione e dell’importanza della missione
dell’Ordine per i nostri giorni. Questo mi ha donato una più profonda
convinzione e forza per andare avanti ed entrare in questa grande famiglia
che è l’Ordine Domenicano. Per questo motivo, ringrazio i relatori Padre
Antonio, Padre Domenico e Anisoara che con le loro parole, la loro
testimonianza e il fervore con cui il trasmettono quello che vivono ci hanno
aiutato a vivere e ad entrare nello spirito dell’Ordine. La comunione che si è
creata è stata inaspettata e molto ben gradita.

Andrea Mezzetti

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