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«Praedicator gratiae» e grazia della predicazione

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Risposta del Maestro dell'Ordine alla lettera di papa Francesco per la Traslazione di S. Domenico (800 anni dalla morte)

Risposte del Maestro Generale fr Gerard Timoner op alla lettera del Papa

La Famiglia domenicana è profondamente grata al Santo Padre, Papa Francesco, per il dono dell’ispirata lettera Praedicator gratiae, con la quale si rivolge, nel plauso e nell’incoraggiamento, all’Ordine in occasione dell’ottavo centenario del dies natalis di san Domenico di Caleruega (6 agosto 1221). Il bellissimo incipit della lettera rievoca lo storico evento della conferma da parte di Onorio III (22 dicembre 1216) dell’officium praedicationis come missione dell’Ordine e della denominazione di «predicatori» con la quale si rivolge a Domenico e ai suoi fratelli di Tolosa. Papa Francesco afferma nella sua lettera che «predicatore della grazia» è un titolo attribuito a san Domenico «che si distingue per la sua consonanza con il carisma e la missione dell’Ordine da lui fondato» cioè la grazia della predicazione e la predicazione della grazia.

Ringraziamo il Santo Padre per essere Pietro per noi, perché continui a rafforzarci nella fede (Lc 22, 32) e lo ringraziamo per aver rivolto il suo pensiero e il suo saluto alla famiglia di Domenico. Ricordiamo come Domenico di Caleruega e Francesco d’Assisi hanno costituito la santa fraternità e l’amicizia a fondamento dell’evangelizzazione nel loro tempo.

Mentre lo ringraziamo per la sua paterna sollecitudine e vicinanza fraterna all’ordine, desideriamo manifestargli il nostro affetto in occasione del V centenario della conversione di sant’Ignazio di Loyola che ricorre in questo 2021. Desideriamo, altresì, allargare il nostro saluto anche a tutti i fratelli della Compagnia di Gesù. È noto come un momento significativo di quel momento di grazia della conversione fu quando si pose la famosa domanda che gli cambiò la vita: «E se anch’io facessi quel che ha fatto san Francesco o san Domenico?». Infatti, è meraviglioso che in questa provvidenziale coincidenza di giubilei, un confratello di Ignazio, il primo Papa che ha scelto il nome di Francesco, scriva una lettera alla famiglia di Domenico!

Esprimendo il suo «orante saluto… a tutti i membri di quella grande famiglia, che abbraccia la vita contemplativa e le opere apostoliche delle sue suore e dei suoi religiosi, delle sue fraternità sacerdotali e laiche, dei suoi istituti secolari e dei suoi movimenti giovanili», il Santo Padre riconosce che la famiglia dei predicatori comprende praticamente tutti gli stati di vita della Chiesa. Di conseguenza, gli scritti dei letterati, dei poeti e dei mistici, così come le opere d’arte, le opere di carità e di misericordia dei membri dei diversi rami della famiglia sono riconosciuti come forme o “generi” di predicazione. Significativamente, a tutti i membri della famiglia domenicana, le cui profetiche voci molto spesso sono state messe a tacere dal martirio, viene come riconosciuta una modalità di predicazione straordinariamente eloquente.

«Parlando con Dio o con Dio», san Domenico dava vita a una originale e splendida sinergia tra contemplazione e azione, esemplificata nella bifrontale identità del discepolo-missionario, chiamato prima a seguire e poi inviato a predicare la via del Vangelo. Ma, è interessante notare come il Santo Padre inverta, invece, il rapporto tra i due termini, preferendo parlare di missionario/discepolo. Forse, Papa Francesco ci sta invitando a riflettere che il Dio che ci manda in missione è lo stesso Dio che è presente ovunque e che ci invita costantemente a seguirlo come discepoli.

di Gerard Francisco Timoner, op
Maestro generale dell’Ordine dei predicatori

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