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FLD Roma Angelicum va online con La Pira

FLD Roma Angelicum La Pira

Al termine del periodo di lockdown, in cui la Fraternita di Roma Angelicum ha cercato di mantenere la propria vita con incontri online, si è riflettuto sull’esperienza di quel periodo. Il Congresso di Fatima aveva ribadito la possibilità di aprire gli incontri agli ospiti, cioè persone che, pur attratte dal carisma e dallo stile domenicano, non manifestassero il desiderio di entrare nell’Ordine. Questa è sembrata subito una occasione da sfruttare.

La scelta di La Pira

Nella riunione per definire il programma annuale, abbiamo ipotizzato, per il secondo incontro mensile, un tema che unisse lo spirito domenicano con i temi di attualità. La scelta è caduta sul testo di Giorgio La Pira, La nostra vocazione sociale. Reputando questa scelta interessante per l’attuale contingenza, abbiamo scelto di aprire questi incontri online a chiunque avesse avuto desiderio di partecipare.

Locandina Vocazione Sociale

La struttura dell’incontro è semplice: a turno, secondo un calendario stabilito, viene presentato un capitolo o una parte del testo con un breve riassunto ed evidenziando i contenuti più importanti. Al termine della presentazione, inizia una fase di condivisione ed approfondimento moderata dall’Assistente, p Salvati op, docente di teologia dogmatica. In conclusione, si raccolgono tutte le sollecitazioni cercandone una mediazione.

La riunione on line

Martedì 29 settembre si è tenuto il primo incontro con grande soddisfazione. Le persone che avevano espresso desiderio di partecipare sono circa 20 benché ne fossero presenti, per vari motivo, la metà. È confortante che gli assenti avessero comunque giustificato la mancata partecipazione chiedendo se ci fosse una registrazione e garantendo la presenza per la prossima riunione. Essendo la prima riunione, abbiamo iniziato dedicando del tempo alle presentazioni. L’incontro, durato poco più di un’ora e mezza, periodo che ha permesso a tutti di parlare e di intervenire.

Gli ospiti erano in maggioranza laici domenicani provenienti dalle tre Provincie italiane. La presenza di persone esterne all’Ordine ci sembra molto importante, perché è il segno della capacità e della possibilità di tornare ad attrarre persone anche parlando di temi di attualità, politica o sociali in modo dialogante.

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