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Formazione Provinciale. Secondo Commento

Formazione Provinciale - Curri
Commento di Graziano Curri, Fraternita di Roma Minerva, sull'incontro di formazione provinciale

Secondo incontro provinciale di formazione
(nella foto, Graziano Curri è alla destra del Presidente Provinciale Massimiliano Zonza)

Lo scorso 29, 30 novembre e 1° dicembre si è tenuto a Roma presso il Convento delle Suore Domenicane di santa Caterina da Siena, il secondo incontro di formazione provinciale dal titolo “Discernimento e vita apostolica”. All’iniziativa hanno preso parte postulanti, novizi e professi temporanei dalle fraternite di Cagliari, Pisa, Prato Iolo, Roma Angelicum, Roma Minerva e Siena.

L’incontro ha visto la partecipazione di membri del Consiglio Provinciale del Laicato: Massimiliano Zonza, Presidente, Anna Tatar, Responsabile per la Formazione ed il Promotore Provinciale, p. Antonio Cocolicchio. Essi hanno guidato le riflessioni plenarie che si sono distribuite nel corso delle tre giornate: la sera del 29 novembre riflessione sul discernimento vocazionale in forma di lectio divina guidata da p. Cocolicchio ed Anna Tatar, il 30 novembre relazione mattutina di Anna Tatar sulla spiritualità domenicana e pomeridiana di p. Cocolicchio sulla vita apostolica ed infine la mattina del 1° dicembre il Presidente Provinciale si è intrattenuto sul tema dello studio.

Le riflessioni sono state rivolte a tutto il pubblico di convenuti, senza distinzione di stadio di formazione e sono consistite nell’approfondimento di alcuni aspetti caratterizzanti la proposta di vita di san Domenico: la vita insieme dei membri dell’Ordine, la  spiritualità ed il suo rapporto con il carisma e, infine, lo studio come esercizio ascetico che caratterizza ed innerva la predicazione del domenicano (contemplari atque contemplata aliis tradere).

Dal titolo della tre giorni di formazione un elemento di riflessione: non si viene alle fraternite laiche, ed in generale all’ordine, senza una chiamata specifica a santificarsi sulle orme di Domenico e questo discernimento vocazionale non può prescindere da un confronto con la comunità.

A questo proposito si è voluta offrire una definizione di “fraternita”, vista come luogo materiale che si organizza attorno ad una convento domenicano e che consiste nella unione, nella comunione, dei suoi membri: ovunque ci siano dei laici domenicani in comunione di preghiera, studio e predicazione lì c’è una fraternita.

Questo secondo incontro – nel solco di quello dell’anno passato in cui si è voluta restituire una immagine esemplare del laico domenicano, erede vivo di una tradizione centenaria di santità su cui fonda il suo impegno nella chiesa e nell’ordine – è sceso nel dettaglio su altri aspetti cruciali dell’essere laico domenicano, cioè inserito in una specifica comunità luogo di discernimento, sostenuto dalla comunione fra i membri dell’ordine ed immerso nello studio per la predicazione.

Ai momenti di formazione comunitaria si sono associati quelli dedicati alla riflessione personale, sempre seguiti dalla necessaria condivisione fraterna e l’assidua frequentazione dei sacramenti assicurati dai sacerdoti presenti (insieme al Promotore Provinciale anche p. Maurizio Carosi) e la preghiera comunitaria dell’ufficio divino.

È doveroso riconoscere il lavoro intenso del Promotore Provinciale del laicato, del Presidente Provinciale, e del Responsabile Formazione per la riuscita della tre giorni di formazione sotto lo sguardo di quella santa Caterina, laica domenicana, a cui guarda la comunità di suore che ha ospitato l’incontro.

Graziano G. Curri

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