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Fr Antonio Cocolicchio op sul libro “Laicato Domenicano”


Mercoledì 29 maggio 2019, l’ISSR Mater Ecclesiae della Pontifica Università S. Tommaso d’Aquino – Angelicum ha ospitato la presentazione del libro “Laicato Domenicano. Storia Regole Governo” cui hanno partecipato fr Rui Carlos Almeida e Antunes Lopes op, promotore generale del laicato, fr Antonio Cocolicchio op, promotore provinciale del laicato, e Anna Tatar, responsabile provinciale della formazione del laicato. Di seguito riportiamo l’intervento di fr Antonio Cocolicchio op.

29 maggio 2019

Presentazione del libro :
Laicato Domenicano
Storia,  Regole, Governo

Antonio Cocolicchio o.p.

Promotore provinciale del laicato domenicano della Provincia Romana di S. Caterina da Siena

 

Innanzitutto devo dire che sono onorato di presenziare alla presentazione di questo libro, destinato a diventare un manuale di base nella formazione del laicato domenicano, in quanto promotore provinciale del laicato, proprio perché è nato all’interno della Provincia Romana di S. Caterina da Siena , grazie ad un consigliere del consiglio provinciale dei laici,  Edoardo Mattei.

Come dice l’autore nell’Introduzione : “ Il presente studio vuole colmare questa lacuna ( cioè l’assenza di ricchezza di studi e pubblicazioni sui Terzi Ordini, in particolare quello domenicano ), riunendo in un unico racconto le fonti principali della storia del laicato integrandole con ricerche personali, ricordando gli eventi storici, ecclesiali e dell’Ordine in un ‘unica lettura. Poi precisa : E’ solo un lavoro preliminare, senza alcuna pretesa di esaustività, al contrario desidera suscitare ulteriori e più approfonditi studi per completare e affinare questo primo racconto storico.

 Dalla lettura del testo direi che l’autore è riuscito nell’ intento che si è prefissato; infatti abbiamo poco e niente sul ramo laico dell’Ordine dei Predicatori. Per restare nell’alveo della Provincia Romana di S. Caterina da Siena  abbiamo due lavori, dei due compianti confratelli frati : Fr. Domenico Abbrescia ( laici domenicani ) e fr. Eugenio Zabatta ( Per una via migliore ). Il primo mette in evidenza il carattere sacerdotale, profetico e regale del Popolo di Dio e soprattutto la vocazione profetica dei laici domenicani e il secondo è un commento approfondito della Regola delle Fraternite laiche di S. Domenico, uno studio che ha assorbito la tradizione migliore al riguardo, dei frati della Provincia Romana: Cordovani, Fanfani, Bernini e lo stesso Abbrescia , integrandole con le acquisizioni del Concilio Vaticano II e dei Capitoli generali dell’Ordine successivi a tale evento ecclesiale e che ha portato al cambiamento della Regola, prima ad esperimento e poi, dopo il codice di diritto canonico rinnovato, all’approvazione della Regola attuale nel 1987 .

Il presente volume di Edoardo Mattei ha innanzitutto il privilegio di essere reperibile nelle librerie e quindi di avere una maggiore diffusione ai fini  delle legittime richieste di informazioni sul Laicato domenicano o per chi vorrà chiarirsi le idee per rafforzare la propria identità carismatica o per scoprire la propria vocazione laicale nella Chiesa.

Il testo suscita il desiderio di ulteriore approfondimento per chi è interessato all’argomento, ma al tempo stesso presenta una panoramica completa ed esaustiva per una conoscenza di base del laicato domenicano.

Dopo aver precisato qual era la concezione del laico, almeno fino al rinascimento, quale illetterato o semplice, rispetto all’ecclesiatico, conoscitore delle lettere e del latino e del concetto di ordo = ordine; in quanto tutto nell’universo era stato formato secondo un piano divino, percui la società doveva presentare questo ordine.

Il punto di partenza per parlare più da vicino del Terz’Ordine è il movimento dei Penitenti, ossia di uomini e donne, che in seguito ad una conversione vera e propria si stabilizzano in uno stato permanente di penitenza e che poi, in parte, all’apparire degli Ordini mendicanti si convogliano verso di essi, più rispondenti alle loro esigenze di vita evangelica. In precedenza il monachesimo aveva rappresentato la vita cristiana perfetta e quindi gli Oblati erano laici che si donavano ai monasteri, così come all’inizio dell’ Ordine alcuni laici , sul modello degli Oblati si donano a S. Domenico e alla sua Santa Predicazione rappresentata dal Monastero di Prouille e di S. Sisto qui a Roma. Vengono menzionati anche le beghine e i begardi e le recluse. Questi Penitenti che si sottomettono alla giurisdizione dell’Ordine dei predicatori costituiranno l’ Ordine della Penitenza di S. Domenico. L’ autore mostra anche il necessario confronto e talvolta lo scontro con l’Ordine francescano che ha rivendicato in alcuni momenti la paternità universale dei Penitenti, presentando la vicenda del Papa Francescano Nicolò IV e la  deposizione del generale dell’Ordine Munio de Zamora  autore della prima Regola dei Penitenti domenicani che verrà approvata solo nel 1405 dalla santa sede grazie ai discepoli di S. Caterina da Siena che , dopo la morte di lei si occuparono della sua canonizzazione e del riconoscimento della forma di vita domenicana abbracciata da Caterina da Siena.

Il libro presenta attraverso i secoli, dalla prima Regola di Munio de Zamora del 1285 che arriverà al 1923 prima di subire un primo cambiamento, i vari passaggi con gli elementi di continuità e novità. L’Ordine della Penitenza di S. Domenico  avrà con Caterina da Siena la sua massima espressione, soprattutto per le donne emule di colei che infine diverrà la Patrona del laicato domenicano.  Dopo di lei ci saranno delle sfaccettature interessanti quali: le terziarie collegiate o claustrali tra 1400 – 1600 e nel 1700 con la beata Maria Pouspin comparirà la prima Congregazione di Suore domenicane di vita apostolica ; le Suore di Carità domenicane della Presentazione.  Quindi il Terz’Ordine si svilupperà come Terz’Ordine regolare e Terz’Ordine secolare, sempre avente come base la Regola di Munio . Viene presentato così, passo passo il cammino del laicato fino ai nostri giorni, ma non fino all’altro ieri , bensì il suo “oggi” con la presentazione della nuova Regola del 1987 e i suoi ultimi ritocchi a seguito del terzo Congresso Internazionale dei laici di Fatima dell’ ottobre 2018 che ha portato a ritoccare la Regola rimasta sostanzialmente uguale e alle Nuove dichiarazioni generali che rappresentano una estensione della Regola e che abrogano quelle precedenti ( 29 gennaio 2019 ). La Regola con le dichiarazioni generali del Maestro dell’Ordine fr. Bruno Cadorè sono entrate in vigore a partire dal 24 maggio u.s. Ora si deve procedere alla  composizione dei direttori provinciali o nazionali che insieme alle dichiarazioni generali e alla Regola costituiscono gli Statuti dei Laici domenicani, cioè il codice normativo dei laici domenicani. Inoltre, l’autore dedica spazio  al fenomeno sempre presente e oggi nuovamente in crescita , nonostante le molteplici possibilità di Consacrazione nei diversi Istituti secolari , da parte dei laici domenicani che possiamo definire  “ laici consacrati”. La professione della Regola non richiede voti, ma può essere  un aiuto a chi vuole donarsi nel celibato consacrato (sia pure con voti privati) al totale servizio di Dio e della Chiesa , nell’Ordine.

Il testo mostra molto bene i vari passaggi tra una Regola e l’altra e i punti di rottura e continuità. Dopo il 1923 apparirà il termine “Terz’Ordine secolare”. L’essenziale è stato sempre salvaguardato ed ora più che mai viviamo il presente del laicato nella Chiesa; espressioni come è il tempo dei laici, il nostro, è un’acquisizione comune e noi potremmo dire è l’ora del laicato domenicano, che non mancherà di scrivere nuove pagine, come nel passato, della sua storia plurisecolare, variegata e meravigliosa.

 

 

 

 

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