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Fr Rui Lopes op sul libro “Laicato Domenicano”


Mercoledì 29 maggio 2019, l’ISSR Mater Ecclesiae della Pontifica Università S. Tommaso d’Aquino – Angelicum ha ospitato la presentazione del libro “Laicato Domenicano. Storia Regole Governo” cui hanno partecipato fr Rui Carlos Almeida e Antunes Lopes op, promotore generale del laicato, fr Antonio Cocolicchio op, promotore provinciale del laicato, e Anna Tatar, responsabile provinciale della formazione del laicato. Di seguito riportiamo l’intervento di fr Rui Lopes op.

Caro Edoardo
Cari fratelli e sorelle in San Domenico
Cari amici

Anzitutto, voglio esprimere all’autore di questo libro non soltanto i miei auguri però soprattutto il mio più profondo ringraziamento, come Promotore Generale del Laicato dell’Ordine dei Predicatori per l’offerta di questo preziosissimo strumento di formazione per lo stesso Laicato dell’Ordine. Non nascondo il mio desiderio che questo libro sia un vero manuale di formazione per i laici domenicani. Oltre i miei auguri porto anche con me gli auguri del Maestro dell’Ordine, fra Bruno Cadoré che se associa a questa felice occasione. Di tutto grazie mille per questo eccellente lavoro, forse il primo che offre una visione cosi vasta del percorso storico del laicato domenicano fino ad oggi, con la notizia del nostro Terzo Congresso Internazionale del Laicato avvenuto a Fatima ad Ottobre dell’anno scorso. Sottolineo proprio questa urgenza che questo lavoro arrivi alla mano dei laici domenicani sia in Italia che all’estero.

Questo breve intervento mi offre l’occasione di rilevare degli aspetti essenziali della storia del laicato che offrono anche oggi una sfida per i laici domenicani o no nell’odierna Chiesa. Vi chiedo il permesso di enumerare alcune di queste sfide:

  1. La prima sarebbe per me il rigore storico che anche questo lavoro porta. Non abbiamo bisogno giustificare il laicato domenicano con una pretesa iniziativa del fondatore dell’Ordine. Infatti, ho visto in testi per il laicato dello secolo scorso l’affermazione e datazione della fondazione del Terz’Ordine. Se lo facciamo risalire a quella coppia che era presente nella comunità apostolica di Prouhille e all’impegno del conte Simon de Monfort avremo molta difficoltà a giustificare queste affermazioni per mancanza di evidenze storiche. Il rigore storico mi pare fondamentale perché ci fa capire la nascita del laicato nel contesto sociale e religioso in cui questo movimento emerge.
  2. La storia ci fa capire che la nascita di quello oggi chiamammo laicato domenicano avviene da un movimento con origine laicale, con una chiara iniziativa laicale, in una Chiesa dove la separazione chierici e laici era cosi profonda che impediva ai laici di avere una presenza più grande nelle vita della stessa Chiesa. Risulta molto interessante capire la nascita di un’organizzazione ecclesiale di chiara iniziativa laicale. Forse il Medioevo ha qualche cosa a dire la Chiesa del XXI secolo.
  3. Nella Chiesa di oggi si continua a discutere, tal volta con accese discussioni, il posto della donna nella tessuto ecclesiale. Mi pare che nella storia del laicato le donne trovano il loro posto fin dall’inizio senza il bisogno di essere integrate in una struttura monastica. Il libro ci lascia l’esempio dell’importanza delle mantellate di Santa Caterina, accanto a tutti i gruppi di beghine d’ispirazione domenicana, in tempo che scopriamo molto ricco per la Chiesa anche in questa dimensione.
  4. Dall’inizio il laicato partecipa della spiritualità e della missione dell’Ordine, dell’annunzio e testimonianza della verità senza la confusione che tante volte anche oggi si vive tra il luogo del laico e del religioso nella comune missione. Per i religiosi come per i laici la parola fondamentale è quella della predicazione che genera un dinamismo di trasformazione della società, penso propria che questa è una sfida per noi oggi.
  5. È interessante rilevare che il laicato domenicano partecipa del modo in cui la Chiesa si è pensata nella storia, con momenti di apertura accanto a momenti di chiusura, momenti di espansione missionaria e momenti di sottomissione al potere regale, momenti d’impegno sociale e politico e momenti di un concentramento in una spiritualità più intimista. La storia è cosi, però porta sempre la vicinanza alla stessa strada della Chiesa verso il suo Signore non sempre rettilinea, talvolta con avanzamenti, tante volta con retrocessione. Non per vergognarsi, ma sempre per capire e cercare il modo di trovare la giusta strada.
  6. Questo piccolo libro riporta anche la storia recente, ci aiuta a mantenere la memoria delle incipienti strutture dell’odierno laicato domenicano, e questo è veramente importante, però ci fa capire che anche noi siamo artefici della storia e questo ci porta, lo dico specialmente per il laicato dell’oggi, una tremenda responsabilità. Dal nostro impegno oggi dipende la lettura storica che si farà domani.
  7. L’ultimo aspetto è forse il più importante. I grandi artefici della storia del laicato furono i santi. La strada della santità è quella che fa la Chiesa e anche in questo caso nel laicato dell’Ordine, non mancano esempi in tutti i tempi di queste belle testimonianze che danno credibilità al laicato domenicano. Ed è forse questa la grande sfida che questa storia del laicato ci lascia.

Cari amici

Nella nostra vita ci sono dei libri che leggiamo una volta e rimarranno sullo scaffale della nostra biblioteca, ci sono dei libri che dobbiamo avere sotto gli occhi e consultare con frequenza, questo libro è uno di questi a vale la pena riprenderlo spesso, per formarsi e per riflettere. Grazie.

 

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